Carissimo/a reader,

la diffusione del Coronavirus in Italia sta creando molta preoccupazione e allarme. In questa situazione nuova e del tutto imprevedibile, è innanzitutto doveroso ringraziare medici e infermieri per il loro impegno e la loro dedizione. Sono in prima linea per garantirci le cure e per infonderci la necessaria sicurezza: di ciò dovremmo esserne sempre grati.

L'unità delle Istituzioni è in questo scenario l'unico modo per fronteggiare l'emergenza.  La coesione consente di mettere in campo provvedimenti e misure omogenee nei territori sede di focolai e fuori. Bene quindi la task force messa in campo nei giorni scorsi dal Governo e dalle Regioni. In queste ore, considerato il significativo rallentamento del numero dei contagi, questa azione collegiale sta dimostrando la sua efficacia. Proprio ieri la Camera ha licenziato il nuovo Decreto sulle misure urgenti per gestire l’emergenza Coronavirus, che contiene le già note limitazioni legate allo svolgimento di manifestazioni, attività scolastiche e culturali, e che conferma le ordinanze sottoscritte con le Regioni, tra cui il Veneto (qui il testo)

L’attenzione della politica, oltre che sull'evoluzione dell’epidemia, deve essere ora rivolta anche sulle conseguenze che inevitabilmente subirà, e in qualche caso sta già subendo, la nostra economia. Con un ordine del giorno a mia prima firma approvato ieri dalla Camera, ho chiesto un impegno al Governo affinché si adoperi urgentemente per mettere in campo ulteriori interventi normativi, anche al di fuori delle zone rosse, a sostegno delle nostre imprese. In un’economia così globalmente interconnessa e in un Paese come il nostro che vive di cultura e turismo è impensabile non trovare delle forme di sostegno utili a superare questo particolare momento di crisi. Mi auguro che il Governo, nella stesura dei due Decreti annunciati, tenga in considerazione le mie 12 proposte a sostegno di lavoratori ed aziende

L'Italia sta pagando un prezzo altissimo nel contesto internazionale. Scelte di interruzione delle relazioni con il nostro tessuto produttivo da parte di altri Paesi e di imprese straniere sarebbero totalmente ingiustificate. L'annuncio di ipotetiche limitazioni della libera circolazione delle persone e delle merci è inaccettabile. Oggi l'impegno di tutti deve essere rivolto alla ripresa della normalità e al rilancio dell'economia. Italia Viva starà lì, come sempre dalla parte della scienza e accanto a chi lavorerà per far ripartire il Paese.

 

Sara

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