Sara Moretto
Carissimo/a [subscriber:firstname | default:reader],
credo sia impossibile, in queste righe, non parlare ancora del conflitto in Ucraina. Le immagini che ci sono arrivate in questi giorni ci raccontano di una guerra atroce, suscitando in noi profondo sdegno e tristezza. Sono immagini che mai, nel 2022, avremmo pensato di vedere. Il passato dovrebbe sempre lasciare degli insegnamenti. Abbiamo purtroppo visto che non è così.
I crimini di guerra commessi dalla Russia, non saprei come altro definirli, mettono a nudo le nostre coscienze e ci fanno gridare all’ingiustizia.
La strada delle sanzioni non può essere abbandonata e per questo l’Europa sta discutendo, anche in queste ore, per mettere a punto un altro pacchetto di misure utili a colpire l’economia russa. È bene essere consapevoli tuttavia che in un’economia globale sanzionare un paese così importante ha sempre delle ricadute sugli altri stati. Fino a dove possiamo spingerci? Forse è questa la domanda più importante alla quale i leader dell’Ue devono dare unanime risposta.
Credo che la proposta di uno stop alle importazioni del gas russo sia poco percorribile, per non dire irrealistica. Non siamo oggi nelle condizioni di rinunciare a questa fornitura. Per il nostro Paese sarebbe un colpo insostenibile. Dobbiamo invece continuare con più vigore a ricercare fonti alternative. È evidente che questa ricerca richiede tempo. La sostituzione del gas russo, secondo la stima del Ministro della Transizione ecologica Cingolani, richiede almeno tre anni. Dobbiamo fare tutti gli sforzi, e se necessario dei sacrifici, per ridurre questo tempo. Un tempo che ci mette davanti costantemente ai nostri errori sul fronte dell’approvvigionamento energetico. I no, le proroghe, i rinvii, i tentennamenti che hanno contraddistinto la politica negli ultimi anni li stiamo pagando ora.
La crisi energetica in corso, iniziata prima dell'attacco russo, richiede sì iniziative urgenti ma anche scelte a medio termine. L’affrancamento da Gazprom, che andava avviato tempo fa a livello europeo, va raggiunto con una diversificazione delle fonti, che deve includere più rinnovabili; con una diversificazione delle forniture (anche di gas naturale liquefatto) e infine con un incremento della produzione nazionale, anche valutando le nuove opportunità del nucleare.
In questo difficile scenario è comunque chiara a tutti la necessità di continuare nella strada del dialogo e della diplomazia. I tentativi della Turchia e di Israele, i piccoli spiragli sulle pressioni a Putin che arrivano dalla Cina avvengono purtroppo nell’assenza di un mediatore unico e autorevole. Il mondo intero deve dire basta a questo conflitto, che ha costretto 2,5 milioni di bambini ad abbandonare le loro case. C’è sicuramente uno spazio importante per le trattative e questo spazio va ricercato, alimentato, percorso. Solo così potremo rimettere in ordine i tasselli di un mondo che sembra aver perso la bussola.

Buona lettura,
Sara
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Emendamenti al Decreto Energia

Sta per iniziare l’esame degli emendamenti al primo Decreto Energia. Questo provvedimento prevede interventi per contenere i costi dei carburanti e per dare un sostegno alla diffusione delle energie rinnovabili. Introduce inoltre una proroga dell’intervento messo in atto per ridurre gli effetti del caro bollette ampliando la platea dei beneficiari. Stanzia poi un fondo a sostegno del comparto dell’automotive e semplifica le procedure in materia energetica.
Con la collega Silvia Fregolent, che con me segue per Italia Viva questi temi divenuti centrali per tutti noi, abbiamo depositato diverse proposte pensate per sostenere le imprese e le famiglie e per perseguire davvero la transizione energetica di cui il Paese ha bisogno.
Elenco qui le principali:
- Fissare un tetto ai prezzi di energia e carburanti
- Includere nei sostegni stanziati anche le imprese medio-piccole, quindi non considerate energivore ma che hanno consumi importanti e ormai insostenibili
- Semplificare le procedure per l’installazione dei pannelli fotovoltaici, per le autorizzazioni degli impianti e dell’autoproduzione
- Garantire il pieno sfruttamento dell’eolico
- Avviare un piano nazionale per aumentare la capacità di rigassificazione dell’lng prevedendo procedure straordinarie che consentano di aprire nuovi impianti e di aumentare la capacità degli esistenti nel breve periodo
- Prorogare a settembre il termine del 30% dei lavori effettuati sulle case unifamiliari per beneficiare del Superbonus110%
- Introdurre l’obbligo di indicare in bolletta le riduzioni conseguenti alle misure del Governo.

Radio Leopolda

Qui le ultime puntate del mio podcast "Penso Positivo" (disponibili sulla app Radio Leopolda).

Puntata del 30 marzo 2022 - È giunto il momento di rivedere i meccanismi che fissano i prezzi dell’energia elettrica? (Ascoltala qui)

Puntata del 23 marzo 2022 - La crisi dei prezzi deve farci riscrivere il Pnrr? (Ascoltala qui)

Puntata del 16 marzo 2022 - L'aumento dei prezzi energetici è effetto del conflitto? (Acoltala qui)

Puntata speciale dedicata all'Ucraina dal titolo: "Effetti della guerra: crisi umanitaria ed economica (Ascoltala qui)

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Mozione a sostegno dell'automotive

Il settore dell’automotive è fondamentale per la nostra economia e ha bisogno di adeguato sostegno per la transizione verso una mobilità a bassa emissione. Per questo avevo depositato una mozione a mia prima firma per il gruppo di Italia Viva (la puoi leggere a questo link). Il confronto con gli altri partiti di maggioranza ha poi portato all'approvazione di un testo unitario, che per definizione è una mediazione ma che recepisce molte delle nostre istanze (lo trovi a questo link).
Sono particolarmente soddisfatta che si sia trovata un’intesa senza ricorrere a posizioni retrograde alle quali sono profondamente contraria come il rinnovo del malus, ovvero della tassa per chi compra auto di grossa cilindrata.
Particolarmente importante l’impegno, fortemente voluto da Italia Viva, a sostenere l'intera filiera nel passaggio verso produzioni sempre più ecologiche, senza concentrarsi esclusivamente sull’elettrico. Lo stesso vale per l’impegno a non trascurare nuove possibili soluzioni rinnovabili, come i low carbon fuels e i biocarburanti, allo scopo di accompagnare anche le filiere connesse a quella automotive, come il comparto petrolchimico e della raffinazione, verso una transizione sostenibile e che porti alla valorizzazione di comparti d’eccellenza italiani legati alla produzione di biometano, bioetanolo-metanolo, idrogeno, anche nell’ottica di aumentare l’indipendenza energetica del nostro Paese e mitigare gli effetti dell’attuale crisi internazionale.
La mozione fa riferimento anche alla necessità di una formazione sempre più specifica e specializzata per il comparto dell’autoriparazione e in particolare quello indipendente dalle case automobilistiche, soggetto a una trasformazione che corre parallelamente a quella della produzione di veicoli e si districa tra difficoltà sempre maggiori quali quelle relative alla disponibilità di informazioni tecniche.

Fine dell'emergenza

Con il 1° aprile sono venute meno alcune restrizioni legate all’emergenza sanitaria. Un passo importante che non deve tuttavia far venir meno l’attenzione verso le poche regole rimaste per ridurre il rischio di contagio da Covid 19.
I due anni appena trascorsi sono stati difficili, ma grazie a un cambio di gestione della pandemia e ai tanti italiani che si sono vaccinati, ora stiamo finalmente vedendo la fine del tunnel.
Qui una sintesi chiara delle misure superate e di quelle ancora in vigore.
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Decreto riaperture e insegnanti no vax

Italia Viva porterà in Aula una proposta per modificare ciò che è contenuto nel Decreto Riaperture e che riguarda il reintegro degli insegnanti no-vax.
Dal 1° aprile, infatti, gli insegnanti non vaccinati sono tornati a scuola, impiegati in lavori che non prevedano il contatto con le classi. Pertanto hanno diritto allo stipendio ma nello stesso dovremo pagare anche dei supplenti per fare lezione al posto loro. Un paradosso che va evitato.
Dopo tante battaglie giuste per i vaccini, far rientrare i docenti no-vax significa fare un passo indietro in un ambito che è sempre stato considerato alla pari di quello sanitario e ospedaliero. Non possiamo dare questo pessimo esempio e soprattutto non possiamo farlo a scuola.
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31-03-22 Stati generali di Italia Viva

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22-03-22 Intervista a Ring su Antenna3

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