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Vtp pubblica, tutti d’accordo (il Gazzettino)

Vtp pubblica, tutti d’accordo (il Gazzettino)

gazzettinoIl porto crociere è strategico per l’economia del territorio veneziano e del Veneto non solo per le migliaia di imprese locali che operano nell’indotto ma anche per l’intero settore del turismo. Ne è convinta la parlamentare del Pd Sarà Moretto che ha condiviso la mozione approvata all’unanimità dal Consiglio regionale del Veneto impegnando la Giunta di Luca Zaia a «esercitare le prerogative di indirizzo che le sono proprie nei confronti di Veneto Sviluppo» affinché «nella definizione della governance di Vtp sia mantenuta una presenza determinante del soggetto pubblico Regione».
Veneto Sviluppo possiede il 17,5% delle quote del porto crociere, fuso con il 35,5% posseduto dall’Autorità portuale veneziana (Apv) nella società Apvs che ha quindi, con il 53%, il controllo di Vtp. Apv ha messo in vendita quel 35,5% e provvisoriamente, in attesa che la Regione decida se far valere la prelazione o meno, se l’è aggiudicato la cordata formata da Costa Crociere, Royal Caribbean, Msc e da Global Liman Isletmeleri del gruppo terminalista turco Gph.
Lo stesso sottosegretario all’Economia, il parlamentare del Pd Pier Paolo Baretta ha condiviso «le preoccupazioni espresse dal Consiglio regionale del Veneto sulla esigenza di garantire una regia nelle vicende riguardanti il terminal passeggeri del porto di Venezia».
E l’altro onorevole veneziano del Partito Democratico, Davide Zoggia, pone l’accento, oltre che sui timori per l’occupazione, su quelli per la tutela dell’ambiente: «In vista della realizzazione di una via d’accesso alternativa al passaggio delle grandi navi in Piazza San Marco è più opportuno che questa delicata opera venga compiuta con una società controllata dal pubblico». Quanto all’aspetto occupazionale Zoggia non nasconde «grande preoccupazione qualora Vtp finisse in mano a multinazionali il cui core business si svolge esclusivamente a bordo delle navi. Di conseguenza sarebbe molto più difficile coinvolgere e garantire ricadute significative nei confronti delle aziende locali».

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