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QUOTA 100 ED ESODO DEL PERSONALE DA ULSS 3 E ULSS 4. ON. MORETTO (PD): “SI VADA OLTRE GLI SLOGAN SENZA METTERE A RISCHIO IL DIRITTO ALLA SALUTE DEI CITTADINI VENETI”

QUOTA 100 ED ESODO DEL PERSONALE DA ULSS 3 E ULSS 4. ON. MORETTO (PD): “SI VADA OLTRE GLI SLOGAN SENZA METTERE A RISCHIO IL DIRITTO ALLA SALUTE DEI CITTADINI VENETI”

“Nel territorio del veneziano c’è molta preoccupazione per gli effetti che la cosiddetta “quota 100” porterà nel mondo della sanità pubblica: ULSS 3 e 4 rischiano di assistere all’esodo di personale medico e infermieristico senza alcuna possibilità immediata di sostituzione. Una prospettiva di questo tipo sarebbe catastrofica per decine di migliaia di cittadini di un territorio già fragile in cui la sanità pubblica patisce, per altro, gli effetti di una politica regionale confusa. È urgente che il Governo faccia immediatamente chiarezza: uno slogan non può mettere a rischio la salute di tutti i nostri cittadini”. Così la deputata Sara Moretto, capogruppo Pd in Commissione Attività produttive, Commercio e Turismo della Camera, in’un’interrogazione al Ministro della Salute Giulia Grillo presentata oggi in Commissione ha espresso la propria preoccupazione sulla prossima entrata in vigore delle disposizioni per il pensionamento anticipato.
“L’appello disperato delle organizzazioni sindacali non può essere ignorato: la simulazione fatta è che nelle USL 3 Serenissima e USL 4 del Veneto Orientale, ben 246 medici e 571 infermieri e personale non dirigenziale potranno beneficiare di ‘quota 100’, lasciando anticipatamente il servizio – ha evidenziato Moretto -. Si tratta di cifre che preoccupano anche in considerazione del fatto che le amministrazioni sanitarie non hanno ancora potuto avviare le procedure concorsuali necessarie per l’assunzione del nuovo personale. Profilo ancor più problematico per quei territori, come il Veneto, nei quali si è adottata la centralizzazione delle procedure selettive”.
La deputata ha sottolineato la necessità che le disposizioni entrino in vigore con le dovute gradualità e garantendo il turn over. “Se ciò non dovesse accadere la sanità veneta verrebbe messa in crisi a causa del deficit di personale, pregiudicando se non compromettendo il diritto alla salute dei cittadini di alcuni territori del nostro Paese” ha sottolineato, chiedendo al governo “un interessamento particolare su questa vicenda e delucidazioni circa i prossimi interventi”.

Leggi l’articolo del Gazzettino

Pubblicato il 23 Gennaio 2019

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