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«Questo è il Vajont del risparmio» (il Gazzettino)

«Questo è il Vajont del risparmio» (il Gazzettino)

VENEZIA_19«Non è possibile che sui 220mila azionisti totali tra Veneto Banca e Popolare di Vicenza, solo ottomila abbiano presentato reclamo. Non tutto è perduto per il risarcimento di chi ha visto andare in fumo i propri risparmi. Si può chiedere al giudice la nullità del contratto perché c’è stato l’inganno e riavere i soldi investiti con gli interessi. Le banche non possono più fallire e da parte ci sono già centinaia di milioni di euro per il contenzioso».
Davanti a 200 persone radunate nel parco della sua villa, in via Malvolti a Carpenedo, il presidente regionale del Codacons Franco Conte ha suonato la carica contro gli atteggiamenti di resa di fronte alla crisi che ha coinvolto i due istituti di credito. «Con il crollo delle azioni da 62,50 e 39 euro a pochi centesimi, hanno bruciato 10 miliardi di euro di valore, eppure i Cda ancora non hanno promosso l’azione di responsabilità nei confronti degli amministratori, che dev’essere votata dall’assemblea dei soci. I veneti si sono visti traditi dai veneti e tutto ciò ha tolto la fiducia del risparmiatore nel sistema creditizio, che va ricostruita», ha detto Andrea Ferrazzi, coordinatore dell’associazione ReStart.
Quello che è capitato lo chiamano il «Vajont del risparmio veneto», un’emergenza sulla quale il governo sta intervenendo, come ha spiegato il sottosegretario all’Economia Pierpaolo Baretta: «Con la riforma delle popolari, delle cooperative e delle fondazioni abbiamo scoperchiato i problemi. Il fondo solidale Atlante sarà sempre più elemento regolatore delle crisi e a giugno sarà approvato il decreto sul risarcimento dei truffati con 100 milioni di euro finanziati dalle stesse banche». Sull’esperienza di Veneto Banca e Popolare di Vicenza, si muove qualcosa anche in Parlamento. «Per tutelare le imprese che chiedono fidi, lavoriamo per spalmare le perdite in più esercizi, almeno cinque anni, e per aprire a forme di capitalizzazione anche non bancaria. Il Veneto potrebbe diventare un’esperienza pilota», ha affermato il senatore Pd Giorgio Santini. «Vorremmo costruire e diffondere degli strumenti utili affinché i risparmiatori siano più informati e consapevoli e vorremmo ragionare sulla valorizzazione della finanza etica per investimenti più credibili e garantiti», ha sottolineato la deputata Pd Sara Moretto. Alla fine dell’incontro è stata presentata la “Carta del risparmio”, un decalogo per promuovere un valore pilastro del modello di sviluppo veneto, in cui spiccano la proposta di limitare a tre mandati gli organi di amministrazione delle banche locali e la creazione di un’Autority regionale per certificare la correttezza e la trasparenza della gestione e delle comunicazioni degli operatori finanziari.
Alvise Sperandio

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