Commissione di inchiesta sui centri per gli immigrati

Commissione di inchiesta sui centri per gli immigrati

27.03.2015

Quando sono stata chiamata a far parte della Commissione d’inchiesta sui centri per gli immigrati, ho accettato l’incarico fin da subito con grande senso di responsabilità. Durante questo anno di inchiesta avrò la possibilità di verificare di persona le condizioni degli immigrati e l’effettiva efficacia di questi centri. Inoltre, potrò toccare con mano una problematica di estrema attualità e promuovere, assieme agli altri deputati che ne fanno parte, iniziative volte a riformare l’intera disciplina dell’ingresso, del soggiorno e dell’allontanamento dei cittadini stranieri. Vi terrò aggiornati, dunque, sulle future iniziative. Nel frattempo ritengo utile spiegarvi com’è formata la Commissione, quali sono gli obiettivi e cosa si intende quando parliamo di “centri per gli immigrati”. 

Con la delibera 17 novembre 2014 (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 275 del 26 novembre 2014), l’Assemblea della Camera ha istituito una Commissione monocamerale di inchiesta sul sistema di accoglienza e di identificazione nonché sulle condizioni di trattenimento dei migranti nei centri destinati all’accoglienza e al trattenimento di immigrati. Il testo si riferisce ai Centri di identificazione ed espulsione (CIE), ai Centri di accoglienza (CDA) ed ai Centri di accoglienza per richiedenti asilo (CARA).

Ciascuna Camera – prevede l’art. 82 della Costituzione – può disporre inchieste su materie di pubblico interesse. Le Commissioni d’inchiesta, sia monocamerali sia bicamerali, procedono nelle indagini e negli esami con gli stessi poteri e le stesse limitazioni dell’autorità giudiziaria, possono quindi disporre ispezioni e perquisizioni personali, sequestri, perquisizioni domiciliari, intercettazioni telefoniche, fermare la corrispondenza, ordinare l’esibizione di documenti, richiedere perizie, verifiche e sopralluoghi, disporre confronti, convocare testimoni per farli deporre, ect.

OBIETTIVI E DURATA
Tra gli obiettivi dell’inchiesta si segnalano:
– l’accertamento delle condizioni di permanenza dei migranti e della efficienza delle strutture;
– eventuali condotte illegali e atti lesivi dei diritti fondamentali e della dignità umana;
– la verifica delle procedure per l’affidamento della gestione dei centri;
– la valutazione dell’operato delle autorità preposte al controllo dei centri;
– la corretta tenuta dei registri di presenza unitamente ad una valutazione circa la sostenibilità del sistema sotto il profilo economico anche riguardo a possibili, nuove soluzioni normative per la gestione della questione immigrazione;
– l’accertamento delle eventuali gravi violazioni delle regole dei centri nonché comportamenti violenti o in violazione di disposizioni normative da parte delle persone ospitate.
La valutazione degli enti di gestione comprende anche la verifica di eventuali procedimenti penali relativamente alla gestione, anche in passato, di centri di accoglienza o di identificazione ed espulsione.
La durata dei lavori della Commissione è di un anno e a fine indagine è prevista una relazione conclusiva.

COMPOSIZIONE
Il testo prevede che la Commissione sia composta da 21 deputati, nominati dal Presidente della Camera in proporzione al numero dei componenti i gruppi parlamentari, assicurando la presenza di un rappresentante per ciascun gruppo. Con i medesimi criteri e procedure si provvede alle eventuali sostituzioni (a seguito di dimissioni; cessazione dalla carica; altre cause di impedimento sopraggiunte). A seguito delle votazioni dei membri della Commissione, l’Ufficio di Presidenza della Commissione d’inchiesta è il seguente:
Presidente: On. Gennaro Migliore (PD)
Vice Presidente: On. Mario Marazziti (Sc)
Due segretari: On. Erasmo Palazzotto (SEL) – On. Maria Chiara Gadda (PD)

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I CENTRI DI ACCOGLIENZA E TRATTENIMENTO PER GLI IMMIGRATI
In Italia vi sono diverse tipologie di centri destinati all’accoglienza e al trattenimento di immigrati, riconducibili sostanzialmente a tre tipi di strutture:

• I Centri di identificazione ed espulsione (CIE) ex Centri di permanenza temporanea ed assistenza (CPTA), sono luoghi di trattenimento del cittadino straniero in attesa di esecuzione di provvedimenti di espulsione disciplinati dall’art. 14 del testo unico in materia di immigrazione (D.Lgs. 286/1998). I motivi di possibile trattenimento, che deve essere convalidato dall’autorità giudiziaria, sono i seguenti: perché occorre procedere al soccorso dello straniero, ad accertamenti supplementari in ordine alla sua identità o nazionalità, ovvero all’acquisizione di documenti per il viaggio, ovvero a giudizio di convalida, ovvero per l’indisponibilità di vettore o altro mezzo di trasporto idoneo. In tali strutture lo straniero deve essere trattenuto con modalità tali da assicurare la necessaria assistenza ed il pieno rispetto della sua dignità.
• I Centri di accoglienza (CDA) sono strutture destinate a garantire un primo soccorso allo straniero irregolare rintracciato sul territorio nazionale. L’accoglienza nel centro è limitata al tempo strettamente necessario per stabilire l’identità e la legittimità della sua permanenza sul territorio o per disporne l’allontanamento.
Centri di accoglienza per Richiedenti asilo sono strutture che ospitano per un periodo limitato lo straniero richiedente asilo privo di documenti di riconoscimento o che si è sottratto al controllo di frontiera, per consentire l’identificazione o la definizione della procedura di riconoscimento dello status di rifugiato.

Esiste una ulteriore tipologia di centri, i Centri di primo soccorso ed assistenza (CSPA); si tratta di strutture localizzate in vicinanza dei luoghi di sbarco destinate all’accoglienza degli immigrati per il tempo strettamente occorrente al loro trasferimento presso altri centri (indicativamente 24/48 ore).

Pubblicato il 27 Marzo 2015

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