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Banche venete, on. Moretto: “Una strada difficile ma ormai è rimasta l’unica possibile” (Il Gazzettino)

Banche venete, on. Moretto: “Una strada difficile ma ormai è rimasta l’unica possibile” (Il Gazzettino)

La veneziana Sara Moretto (Partito Democratico) è componente della commissione Finanze della Camera, dove oggi verrà incardinato il procedimento per la conversione in legge del decreto sulla liquidazione coatta amministrativa di Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza. «Quella intrapresa dal governo è ovviamente una strada difficile ma, allo stesso tempo, dobbiamo affermare con nettezza che era ormai l’unica possibile: chi la contesta affermi con chiarezza quale sarebbe potuta essere quella alternativa».
In che termini?
«Lo strumento di intervento utilizzato per i due istituti veneti nel pieno rispetto delle regole, come confermato dalle stesse autorità europee, permette la realizzazione di ciò che per noi è la priorità assoluta: la tutela e il ristoro delle centinaia di migliaia di cittadini, imprese e lavoratori coinvolti. Ora, con la stessa determinazione, le autorità preposte dovranno verificate quali siano le responsabilità per quei dirigenti che hanno condotto le due banche ad una crisi così drammatica».
L’opposizione chiede di modificare il testo: sarà possibile?
«Indubbiamente potranno essere apportati degli aggiustamenti, com’è giusto che sia in Parlamento. Ma rispetto all’impianto complessivo del provvedimento, non credo ci siano grandi margini di manovra, quanto meno non sulle spalle dei cittadini».
Non condividete la richiesta di estendere le tutele ad azionisti e obbligazionisti?
«So che questa è la sollecitazione della Lega Nord, che però dovrebbe mettersi d’accordo con se stessa: da un lato dice non bisogna spendere soldi pubblici, ma dall’altro chiede di salvaguardare chi per definizione ha investito in capitale di rischio, benché non tutti fossero consapevoli fino in fondo di quello che avevano acquistato. Per cui capisco l’attacco politico, ma mi aspetto l’onestà intellettuale di riconoscere che non stiamo facendo favori alle banche: stiamo tutelando i risparmiatori, stiamo salvando i posti di lavoro, stiamo garantendo le imprese affidate».

Pubblicato il 28 Giugno 2017

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