Carissimo/a reader,

mancano ormai poche ore al Referendum confermativo della Riforma Costituzionale. Un appuntamento che per il nostro Paese rappresenta l’occasione di un rilancio, l’opportunità di un cambiamento verso la modernità.
Votando Sì al Referendum di domenica 4 dicembre si semplifica infatti la macchina dello Stato. Non ci saranno più i due rami del Parlamento a fare le stesse cose: gran parte delle leggi verranno discusse e approvate esclusivamente dalla Camera. Il Senato sarà una sorta di “Consiglio delle Autonomie”, dove, senza percepire indennità aggiuntive, i rappresentanti dei territori avranno voce su alcune tematiche specifiche.
La Riforma elimina le materie concorrenti tra Stato e Regioni, con l’obiettivo di cancellare quel braccio di ferro che ha prodotto ben 1.583 contenziosi dal 2002 al 2015. Ciò non si tradurrà nel ritorno a un nuovo centralismo statale perché le Regioni ordinarie, con un bilancio in equilibrio tra entrate e spese, potranno chiedere ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia in alcune delle materie di legislazione esclusiva dello Stato.
Votando Sì ci sarà un deciso ampliamento degli istituti di democrazia diretta: verranno introdotti i referendum popolari propositivi e d'indirizzo, si abbassa il quorum per la validità del quesito referendario raggiunte le 800.000 firme e si stabiliscono tempi certi per l’esame delle proposte di legge di iniziativa popolare, che fino a oggi sono sempre rimaste nei cassetti.
Sul capitolo risparmi si è detto e scritto fin troppo. Sono pochi? Sono tanti? Il vero tema è che finalmente ci sono! Con l’abolizione del Senato, il tetto agli stipendi dei consiglieri regionali, il divieto di rimborso ai gruppi consiliari regionali, il superamento delle Province e l’abolizione del Cnel si iniziano realmente a tagliare i costi della politica.
Sono trent'anni che al Parlamento vengono richieste le riforme. Oggi non possiamo perdere la concreta possibilità di voltare pagina. Lo dobbiamo alle nuove generazioni, alle quali è necessario dare l'occasione di vivere in un Paese più competitivo, più moderno.
Prima di lasciarti a un breve video in cui spiego come si tradurrebbe la vittoria del Sì nel nostro Veneto, ti voglio ricordare l'appuntamento con la mia prossima newsletter che si occuperà della nuova legge di bilancio, ora al vaglio del Senato. Il provvedimento, che conferma che in questi mesi non ci siamo occupati solo di Referendum, rappresenta un ulteriore tassello per la ripresa del Paese.


Buona visione,
Sara

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