Carissimo/a reader,

ho atteso prima di scriverti perché anche per me questi sono giorni di riflessione. A quasi due mesi dal voto ci troviamo in una situazione completamente diversa da quella annunciata dalle forze politiche che si sono proclamate vincitrici delle elezioni. Abbiamo fin qui assistito a un balletto, dentro e fuori alle istituzioni, in cui Lega e Movimento Cinque Stelle hanno dimostrato l’incapacità di andare oltre ai veti reciproci su nomi e incarichi. In questi 54 giorni non ci hanno spiegato quali sono le incompatibilità programmatiche che impediscono l’accordo tra il primo e il secondo arrivato. Il coinvolgimento del Partito Democratico, che ha riconosciuto da subito la sconfitta, sancisce quindi l’inconcludenza dei Cinque Stelle e del centrodestra.

La linea tenuta fino ad oggi dal Pd è stata coerente: abbiamo perso, stiamo all'opposizione. Ora invece ci viene chiesto ufficialmente di aprire un dialogo. A questa richiesta risponderemo solo dopo esserci confrontati in direzione. Personalmente, alla luce dei cinque anni appena trascorsi e dei programmi presentati alle elezioni, non intravedo ad oggi possibili svolte positive per il Paese da un Governo politico insieme ai Cinque Stelle. La bozza di contratto diffusa dal Movimento, valida sia per il Pd sia per la Lega (e già questo la dice lunga), è inconsistente e generica, in sostanza una presa in giro.

Pur non essendone componente, alla direzione del partito mi avvicinerò avendo raccolto moltissime e divergenti opinioni di iscritti ed elettori sulle prospettive future. La loro idea per me è importante perché è da loro, dalle persone, che il Pd può ripartire. Non condivido quindi la fretta di esternare una posizione senza aver ascoltato il dibattito che nascerà in direzione e senza aver discusso su quali potrebbero essere le condizioni di un confronto.
Il nostro eventuale no ad un accordo di governo dovrà essere motivato su basi programmatiche ed ideali. Se il Movimento Cinque Stelle vuole governare davvero che dia le carte. A cinque anni di distanza dalla diretta streaming al di là del tavolo ci siamo noi.

 

Sara

 

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