Carissimo/a reader,

le elezioni politiche che si sono appena concluse, com’era purtroppo prevedibile, hanno consegnato al Paese un Parlamento senza maggioranza. Spetterà ora al Presidente della Repubblica, Sergio Matterella, individuare la persona a cui affidare l’incarico esplorativo per la formazione del nuovo Governo.

La sconfitta del Partito Democratico è stata netta. Le cause di questo risultato negativo sono molteplici. In primis, come ogni forza politica di Governo, ci siamo portati sulle spalle i tanti risultati ma anche la responsabilità di molte scelte. Hanno pesato poi le divisioni interne, che si sono tradotte anche con la nascita di nuovi partiti poi rivelatisi insignificanti sulla scena politica. Infine, ha giocato un ruolo determinante la dissonanza tra il linguaggio che abbiamo utilizzato in campagna elettorale ed il linguaggio che invece cercavano gli elettori. Abbiamo puntato sui risultati raggiunti nei cinque anni di Governo e sulle competenze delle persone del territorio che sono state candidate. La maggioranza degli italiani ha invece votato guardando alle promesse e ai simboli.

In un contesto così difficile, vivo la mia rielezione alla Camera dei Deputati con soddisfazione ma anche con grande senso di responsabilità, essendo una dei 10 parlamenti del Pd eletti in Veneto.

Ora, guardando al Paese, la scelta non può essere che quella di collocarci all’opposizione rispetto alle forze politiche che hanno ottenuto il maggior numero di voti, espressione di programmi e proposte profondamente diverse dalle nostre. La responsabilità di dare una guida al Paese ora spetta ad altri. Ipotesi di accordi con chi pensa ad una società assistenzialista o con chi punta ad un sistema fiscale che premia solo le classi più ricche sono fantasiose ed insostenibili.

Sul fronte del partito serve una riflessione seria: ogni energia che sarà spesa per rinsaldare il Pd all'interno dovrà essere impiegata anche per rivedere i rapporti con l’esterno. Dobbiamo insomma guardarci dentro ma anche capire di più chi sta fuori. L’analisi del voto dovrà avvenire in maniera aperta ma con l’unico scopo di individuare una strada comune, evitando il rischio di sgretolamento che è possibile di fronte ad un risultato così negativo e a scenari istituzionali così incerti. Il Partito Democratico deve presentare con chiarezza e unitarietà le proprie posizioni. Dai dibattiti interni, pur dopo un legittimo confronto, deve emergere in maniera inequivocabile qual è la linea politica. Per molti elettori le divisioni interne sono state un limite che ha inciso sul consenso.

L’amarezza con la quale viviamo questi giorni non deve sopraffare la voglia di portare avanti con convinzione le nostre idee. Da parte mia continuerò a impegnarmi per far sentire la voce di questo territorio.

 

Andiamo avanti,

Sara

 

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